Manifestazione 2 agosto 2026 a Bari
Domenica 2 agosto da bollino rosso a Bari; per fortuna, corso Vittorio Emanuele è particolarmente ventilata ed è in ombra il lato dove sono allocati Comune e Teatro Piccinni. È li che si è tenuta la manifestazione in ricordo delle vittime della strage di Bologna, dinanzi alla lapide affissa nel 2006 che riporta i nomi delle sette vittime baresi: due interi gruppi familiari partiti in treno la sera precedente. Tra loro un ragazzo di 14 anni, una giovane di 18 che aveva appena concluso gli esami di stato ed una bambina di sette anni. Alle sette si aggiungerà un’altra vittima: un giovane elettricista barese che lavorava a Bologna ed era andato alla stazione quella mattina per accompagnare delle amiche. Bari è la seconda città, dopo Bologna, per numero di vittime della strage fascista del 1980, una sorta di triste gemellaggio che accomuna la nostra ad altre città emiliane: a Parma per la comune resistenza opposta all’attacco delle camicie nere alle camere del Lavoro nel 1922, e a Reggio Emilia per le stragi del 28 luglio 1943, in via dell’Arca qui, alle Officine Reggiane nella città emiliana.
La manifestazione, che ha visto radunarsi alcune decine di cittadini e militanti delle forze antifasciste sin da pochi minuti dopo le dieci, ha avuto inizio alle 10,25 con la deposizione della corona da parte di Prefetto, Regione e Amministrazione Comunale, seguita da un minuto di silenzio. Nonostante siano trascorsi 46 anni, viva è la commozione ed il ricordo di quel giorno, anche tra i ragazzi delle associazioni studentesche presenti. Di memoria, impegno antifascista, responsabilità hanno parlato per il Comune di Bari Nicola Grasso, assessore con delega a Legalità ed Antimafia sociale, e per la Regione il Cons Domenico de Santis , che ha sottolineato l’assenza del governo dalla grande Manifestazione di Bologna, a cui anche il sindaco di Bari, Vito Leccese, era presente. È stata quindi la volta della presidente della sezione Anpi di Bari, che ha concluso il suo intervento richiamando una frase di Sandro Pertini, “la Resistenza continua”.

