28 luglio 1943: sono passati 83 anni, ma la Bari democratica ed antifascista non dimentica i 20 ragazzi, due addirittura di tredici anni, che, all’indomani della caduta del fascismo, scesero in piazza per chiedere la fine della guerra e la liberazione degli antifascisti detenuti nel carcere di Bari e che vennero uccisi da carabinieri, militari, e militanti fascisti della vicina sede del partito nazionale fascista, in via Nicolò dell’arca.
36 i feriti, anche se il numero reale non fu mai definitivamente accertato.
Alle 9,30 , al cimitero, presso il monumento funebre che custodisce le spoglie di gran parte di questi ragazzi, è stata deposta una corona dalla vicesindaca di Bari, Giovanna Iacovone , e dalla presidente della sez Anpi di Bari, Rosaria Lopedote che ha parlato della infanzia e della adolescenza di quei giovani segnate dall’autarchia e dalla guerra e della loro voglia di libertà e futuro, barbaramente infranta da piombo italiano.
Ci si è quindi trasferiti nella via intitolata alle vittime del 28 luglio, nei pressi della chiesa di san Sabino, dove il presidente della Regione De Caro, unitamente al presidente dell’Anpi provinciale Nicola Colaianni ed alla vicesindaco hanno ricordato la strage, connettendola all’attualità e sottolineando il valore della memoria nella costruzione del futuro.
Sugli stessi aspetti si sono soffermati ancora la vicesindaca ed il presidente provinciale dell’Anpi nella iniziativa pomeridiana presso il monumento e le pietre d’inciampo in piazza Umberto; pietre d’inciampo lucidate prima della manifestazione dai giovani delle associazioni studentesche di Bari.
Di notevole valore il contributo portato da Pippo De Lucia, che ha letto un commovente messaggio della madre Teta Fiore, sorella di Graziano, giovane vittima della strage e figlia di Tommaso Fiore, uno degli antifascisti detenuti nel carcere di Bari. Toccante la lettura di un testo di Fabrizio Canfora da parte dell’attore Rocco Capri Chiumarulo: a entrambi la gratitudine dell’Anpi di Bari.